Le nostre sedi

Terni

Le origini della città sono molto antiche: nel VII secolo a.C. i Sabini fondarono Interamma Nahars, ovvero città posta tra due fiumi, la Nera e il Serra. Nel III secolo a.C. Interamma fu annessa al territorio romano e cinta di mura.

Nel corso della storia Terni fu spesso soggetta a stragi e saccheggi, poichè era una terra di transito; nel 1408 passò sotto il dominio di Ladislao di Napoli, poi di Braccio da Montone e, dal 1420, dello Stato Pontificio.

Durante la seconda guerra mondiale Terni subì gravi distruzioni e la successiva ricostruzione ne ha fatto un polo industriale.

Il centro della città conserva ancora preziosi monumenti come la chiesa di San Francesco, con la pregevole cappella Paradisi, affrescata da Bartolomeo di Tommaso; il duomo di Santa Maria Assunta, restaurato nel 1653,che custodisce, nel fastoso interno barocco, tra le altre, la tavola La Circoncisione di Livio Agresti del 1560; la chiesa di Sant’Alò del XI secolo, appartenuta ai Cavalieri di Malta; la chiesa di San Salvatore, formata da due edifici contigui, uno a pianta circolare del V secolo ed un altro a pianta rettangolare del XII secolo; la chiesa di San Pietro, con portale gotico. tra i palazzi citiamo palazzo Spada (XVI secolo), sede del Municipio, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, e palazzo Rosci (XVI secolo).

La Pinacoteca Civic a, ospitata al primo piano del Centro Arti Opificio Siri, espone preziose opere come il Crocifisso tra i Santi Francesco d’Assisi e Bernardino da Siena dell’Alunno (1497), lo Sposalizio mistico di Santa Caterina di Benozzo Gozzoli (1466) e la Pala con Madonna e Santi di Pier Matteo d’Amelia.

L’Obelisco Lancia di Luce, opera di Arnaldo Pomodoro, e la Grande Pressa, un tempo utilizzata per la lavorazione dell’acciaio, sono i simboli della Terni moderna. Fuori dalla città troviamo la basilica di San Valentino, simbolo della religiosità ternana.

L’aspetto odierno della chiesa risale al 1618; all’interno è conservata una tela di Andrea Polinori; sotto l’altare maggiore è posta una urna con le spoglie del Santo. Meta di grande rilievo storico e paesaggistico, nei pressi di Terni, è la cascata delle Marmore, la più alta d’Europa, realizzata nel 270 a.C. dal console romano Curio Dentato, che bonificò le paludi del Velino e ne fece precipitare le acque nella sottostante valle della Nera; fu cantata da viaggiatori e poeti di tutti i tempi come Cicerone, Virgilio e Lord Bayron.

Personaggi storici Tacito, Antonio da Sangallo il Giovane

Presidente

Commissari Sergio

Indirizzo sede

Via L. Aminale, 30 - 05100 Terni (TR)

Telefono

320 6810431 - 0744 400118

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avisterni@avisumbria.it

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Acquasparta

Già dall’epoca romana era rinomata per le propeietà curative delle acque delle vicine sorgenti di San Francesco e di Furapane, tanto che il suo antico nome “Acquaspartas” indicava la sua posizione tra le due sorgenti.

A partire dal Medioevo divenne anche un fervente centro di vita culturale e nel 1609 il principe “Federico Cesi” vi fondò l’Accademia dei Lincei.

Fu così che a Palazzo Ducale si ritrovarono gli intellettuali più rinomati dell’epoca, come “Galileo Galilei” che vi soggiornò nel 1624, tanto che ad Acquasparta fu attribuito l’appellativo di “Piccola Atene”.

Al Centro dell’abitato sorge palazzo Cesi, costruito nel 1565 su progetto di “Giovanni Domenico Bianchi”, un imponente edificio rinascimentale con un cortile a portico, sale affrescate e con splendidi soffitti lignei a cassettoni realizzati con intagli, probabilmente ispirati a quelli di palazzo Farnese a Roma.

Fra le chiese ricordiamo “San Francesco” (1290), con un notevole crocifisso ligneo del Quattrocento, “Santa Cecilia” (1581), la chiesa di “San Giuseppe” (fine del XVII secolo), la chiesa della “Madonna del Cigliuo o del crocefisso” (1606), che al suo interno custodisce dipinti del Cinquecento e del Seicento.

Personaggi storici Beato Paolo da Acquasparta, Federico Cesi, Galileo Galilei.

Presidente

Cegna Silvia

Indirizzo sede

Piazza del Mercato, 17 - 05021 Acquasparta (TR)

Telefono

347 2447691  

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avisacquasparta@avisumbria.it

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Allerona

Caratteristico borgo medievale, Allerona conserva l’assetto del castello feudale. Le Sue origini sono legate alla distruzione del castello di Lerona (XII secolo), forse ad opera di Cralo VIII alla fine del Quattrocento.

Oggi sono ancora visibili i resti delle antiche mura e le due porte di accesso all’antico borgo, porta del Sole e porta della Luna.Nella parte più alta del centro sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, del Xii secolo,in stile neogotico.

La chiesa, ad unica navata, è stata ristrutturata negli anni dal 1892 al 1897 su disegno dell’architetto orvietano Paolo Zampi.

L’abside è completamente decorata a tempera con scene di vita della Vergine Maria eseguite dal pittore senese Arturo Viligiardi nel 1896. Dello stesso autoresono anche le pitture della cappella del patrono Sant’Ansano, completamente restaurate.

L’interno è adorno di terracotte decorative fra cui spiccail pulpito, le finestre sono realizzate in fine alabastro.

Nelle vicinanze del paese si trovano i resti dell’acquedotto romano e la chiesa della Madonna dell’Acqua, dalla particolare forma ottagonale, costruita dal 1715 al 1723 probabilmente dal Sangallo su una preesistente fonte d’acqua ritenuta miracolosa.

Sull’altare maggiore è raffigurata una Vergine col Bambino, l’altare di destra di destra è sormontato da una tela raffigurante San Pasquale Baylon e San Bernardino da Siena, quello di sinistra invece è dedicato a San Domenico di Guzman.

Personaggi storici Paolo Zampi, Arturo Viligiardi.

Presidente

Tomassini Riccardo

Indirizzo sede

Via della Stazione, 11 - 05011 Allerona (TR)

Telefono

0763 624686 - 392 3625887

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avisallerona@avisumbria.it

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Amelia

Entro una poderosa cinta muraria preromana, posta su un caratteristico colle calcareo, sorge Amelia, il maggiore centro dell’Amerino.

Secondo la tradizione fu fondata nel 1134 a.C., divenne poi municipio romano finchè venne distrutta dai Goti di Totila. Successivamente fu libero Comune e, nel 1307, si sottomise al potere della Chiesa.

L’ingresso principale della città è rappresentato da porta Romana, che nell’archivolto riporta lo stemma con le insegne della città. oltre alle mura poligonali (VI-IV secolo a.C.), alcuni monumenti di rilievo sono il Palazzo Comunale, il Duomo di Santa Firmina, con due tele del Pomarancio e una Coena Domini di Gian Francesco Perini, realizzato nel XI-Xii secolo, ma completamente ricostruito nel1640-1680 a seguito di un incendio, la chiesa di San Giovanni Decollato, la chiesa dei Santi Filippo e Giacoma (1287), detta anche di san Francesco, il palazzo Farrattini, commissionato alla metà del XVI secolo dalla famiglia Farrattini ad Antonio da Sangallo il Giovane, il palazzo Petrignani, la chiesa di Sant’Agostino (XIV secolo), le chiese di San Magno, di Santa Maria della Visitazione, di Santa Monica e la chiesa del Crocifisso.

Oltre porta Romana si trova inoltre la chiesa di Santa Maria delle Cinque Fonti, edificata inglobando l’edicola sacra dove nel 1213 predicò San Francesco e il cui deriva da una fontana a cinque cannelle posta nelle vicinanz Personaggi storici Bartolomeo Farrattini, Antonio da San Gallo il Giovane, Pier Matteo d’Amelia, Gian Francesco Perini.

Presidente

Piciucchi Mirco

Indirizzo sede

Via Cavour n.101 - 05022 Amelia (TR)

Telefono

0744 981300 - 320 9308972

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avisamelia@avisumbria.it

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Arrone

Pittoresco borgo medioevale di origine romana, divenne un centro importante nel corso delMedioevo grazie alla sua posizione strategica per i collegamenti tra la Valnerina e Rieti. Nel 1347 diventò Comune, liberandosi dalla plurisecolare signoria dei Domini Castri Arroni.

Nel Xv secolo Arrone entrò a far parte dello Stato Pontificio. Nel 1527 il territorio subì il saccheggio delle truppe colonnesi provenienti dal “sacco di Roma”.

Nel 1799 ancora il saccheggio e l’incendio perpetrato dalle truppe francesi, che punirono crudelmente il paese per essersi ribellato. Nel 1860 Arrone entrò a far parte del Regno d’Italia.

Attraversando porta San Giovanni (Xiii secolo) si accede al centro dell’abitato e alla parte più alta e antica del borgo chiama “Terra”.

All’interno delle mura castellane si trovano il castello, edificato nel 880 dal nobile Arrone, e la chiesa gotica di San Giovanni Battista (XIV-XV secolo) a navata unica e abside poligonale.

Al di fuori del centro storico si è sviluppato il borgo di Santa Maria dove si trova la chiesa di Santa maria Assunta, con un portale del Xv secolo, interno altre navate, concluse da tre absidi, e al cui interno sono conservati dei pregevoli affreschi del Cinquecento.

Personaggi storici Nobile Arrone, Felice Fatati.

Presidente

Briziarelli Luciana

Indirizzo sede

Via del Mattatoio, 10 - 05031 Arrone (TR)

Telefono

0744 388556 - 327 6475193

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avisarrone@avisumbria.it

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Attigliano

Posto in posizione panoramica, Attigliano domina la Valle del Tevere e, secondo la tradizione, il suo nome deriverebbe dal latino Ad Tilium per i tigli che si trovavano nelle campagne circostante l’abitato.

Le sue origini risalgono al tempo degli Etruschi, come è testimoniato dai ritrovamenti di tombe e cripte rinvenute nelle vicinanze. Attiglaino fu poi feudo degli Orsini e dei Colonna e nel XV secolo passò sotto il dominio dello Stato Pontificio.

Il castello di Attigliano, costruito nel Medioevo ad opera del conte Offredo e di cui oggi restano i grandi torrioni circolari, originariamente era protetto da un fossato e da un ponte levatoio.

Sotto la signoria di Bartolomeo d’Alviano la struttura del castello fu modificata: furono alzate le torri ed eliminati i terrazzi merlati e sulla torre pentagonale venne installata una “bombarda”.

Di particolare interesse sono la piazza della Rocca con la Fontana dei delfini, il campanile con l’orologio e la moderna chiesa parrocchiale di san Lorenzo Martire, con un portale di bronzo della scultrice Nadia Rognoni e pregevoli vetrate artistiche.

Personaggi storici Conte Offredo, Nadia Rognoni.

Presidente

Fanano Alessandro

Indirizzo sede

P.za Vittorio Emanuele II, 1 - 05012 Attigliano (TR)

Telefono

327 3426837

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avisattigliano@avisumbria.it

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Baschi

Poco più a valle della confluenza del fiume Paglia con il Tevere, si trova un colle a dominio della valle, sulla cui sommità sorge il pittoresco centro di Baschi, con la caratteristica torre della chiesa id San Nicolò.

Reperti preromani ed Etruschi testimoniano l’antica origine di Baschi, in particolare un frammento di bronzo denominato Fragmentum Tudertinum che reca iscrizioni di carattere legislativo, la cosiddetta Lex Tudertina, e la statua del dio Tevere.

Fu però nel Medioevo che il borgo visse il suo periodo di massimo splendore grazie anche all’intervento di un certo Ugolino o Golino di Biscaglia, finchè nel corso della storia, si succedette il dominio di numerose famiglie come i Baschi, i quali governarono a lungo sul territorio, gli Atti, i Landi, i Fredi, gli Errighi.

All’interno della cinta muraria è interessante la cinquecentesca chiesa di San Nicolò (XVI secolo), costruita, su progetto dell’architetto orvietano Ippolito Scalza, sulle rovine di un antico tempio, e dove si conservano dipinti di Andrea Polinori e Pietro Paolo Sensini, oltre ad un antico organo a canne, e il castello dei signori di Baschi (XV secolo), oggi sede del Municipio.

Personaggi storici Frà Filippo da Baschi, Beato Ricciero da Muccia, Galino di Biscaglia.

Presidente

Rossi Mauro

Indirizzo sede

Via Annunziata, 4 - 05023 Baschi (TR)

Telefono

331 6085494

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avisbaschi@avisumbria.it

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Calvi dell’Umbria

“La porta felice dell’Umbria” è una rtealistica definizionedi Calvi dell’Umbria perchè il borgo è situato al confine con il Lazio, a dominio della valle del Tevere e a ridosso del monte San Pancrazio.

Le sue origini risalgono all’epoca romana come testimoniano alcuni rinvenimenti archeologici. Nell’XI secolo diventò proprietà dell’abbazia di Farfa e restò sotto il dominio degli Orsini fino al 1572.

Per questioni di confine del territorio, Calvi fu coinvolta spesso in confliti con il vicino castello di poggio e soltanto con Leone XII passò dalla giurisdizinone della Sabina a quella della diocesi di Narni.

Vie medieavali, torri, archi e volte caratterizzano il centro storico, dove sorgono la chiesa di Sant’Antonio, che alsuo interno custodisce un caratteristico presepio in terracotta policroma realizzato nel 1546 da Giovanni e Raffaele da Montereale, e la chiesa di santa Brigida, antistante il monastero delle Orsoline, opera di Ferdinando Fuga. Interessanti sonoinoltre la chiesa della Santissima Trinità a painta ottagonale, quella di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Francesco.

Una caratteristica di Calvi dell’Umbria è rappresentata dai dipinti murali per le vecchie vie del centro storico raffiguranti la “Natività” realizzati da pittori italiani e stranieri, che fanno di Calvi dell’Umbria un vero e proprio paese del presepe.

Personaggi storici Rinaldo da Calvi, Berardo da Calvi.

Presidente

Stentella Domenico

Indirizzo sede

P.zza Calzabini, 1- 05032 Calvidell'Umbria (TR)

Telefono

340 8990171

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aviscalvi@avisumbria.it

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Castel Giorgio

In una pittoresca zona boscosa sulle pendici settentrionali dei monti Volsini è posto Castel Giorgio, a poca distanza dal lago di Bolsena.

I primi insediamenti sono sorti nel VI secolo a.C., quando alcune popolazioni si stanziarono nel territorio, ma il periodo di maggiore prosperità risale al Medioevo. Il borgo si sviluppò attorno a un castello edificato nel 1477 dal vescovo di Orvieto Giorgio della Rovere, da cui prese il nome, a difesa dello Stato Pontificio.

Dopo che i signori di Castelrubello e Porano lo distrussero, fu il cardinale Sannesio nel 1610 a farlo ricostruire proprio per la sua importanza strategica come collegamento tra Orvieto e Bolsena.

Di interesse artistico sono la chiesa parrocchiale di San Pancrazio, databile al XVII secolo, che si trova in piazza Giorgio della Rovere.

La facciata è suddivisa da quattro scure lesene poste, a gruppi di due, a sostegno del timpano aggettante di coronamento.

In basso si apre un semplice portale architravato e, al centro, una piccola finestra quadrata, entrambi ornati da una cornice in stucco.

L’interno ha una sola navata con cappelle laterali ed abside semicircolare. Il palazzo Municipale (1876) costituì il primo nucleo dell’attuale centro abitato.

A circa un chilometro da Castel Giorgio si trova inoltre l’imponente castello di Montalfina, un notevole esempio di architettura medievale circondato da una cinta di mura merlate e alcune torri.

Personaggi storici giorgio della Rovere, Cardinale Sannesio

Presidente

Fiani Raffaele

Indirizzo sede

P.zza del Municipio - 05013 Castel Giorgio (TR)

Telefono

0763 627025 - 335 1348661

E-mail

aviscastelgiorgio@avisumbria.it

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Castel Viscardo

Castel Viscardo sorge su una rupe che domina il fiume Paglia, sull’altopiano dell’Alfina. Nella vicina località di Caldane sono stati rinvenuti dei reperti archeologici di origine etrusca.

Anche in epoca romana il centro sicuramente godeva di prestigio proprio per la sua posizione geografica all’incrocio di due importanti vie di collegamento come la Cassia e la Traiana Nuova. L

‘abitato di Castel Viscardo si è formato attorno al castello medievale fatto costruire da Guiscardo di Pietrasanta, in seguito possesso dei Monaldeschi della Cervara, e poi passò alla famiglia Spada, che rivestì un ruolo determinante nelle vicende storiche, artistiche ed economiche di Castel Viscardo.

La cittadina è tuttora dominata dal castello cosiddetto di “Madonna Antonia”, posto all’ingresso del paese, una massiccia costruzione a pianta trapezoidale con poderosi torrioni cilindrici.

La chiesa della Santissima Annunziata, costruita nel 1682 da Orazio Spada su progetto di Giuseppe Brusatti Arcucci, è l’edificio religioso più rappresentativo e al suo interno sono custodite notevoli opere d’arte: una pala d’altare di Nicolò Tornioli, tele di Carlo Maratta, del Bernabei di Perugia e del tedesco Wernle, un Crocifisso in avorio monoblocco dono del re Sole Luigi XIV di Francia al cardinale Fabrizio Spada Veralli.

Castel Viscardo è anche un rinomato centro per le antiche fornaci di laterizi lavorati a mano e utilizzati per il restauro di edifici storici.

Personaggi storici Guiscardo di Pietrasanta, Famiglia Spada

Presidente

Mocetti Diego

Indirizzo sede

P.za IV Novembre, 12 - 05014 Castel Viscardo (TR)

Telefono

389 2934632

E-mail

aviscastelviscardo@avisumbria.it

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Fabro

In un documento d’archivio Fabro è stato raffigurato come una penisola, in quanto un tempo era completamente circondato dalle paludi.

Oggi il territorio è caratterizzato dalla presenza di due centri di recente costituzione, Fabro Scalo e Colonnetta mentre su un colle vicino si trova la frazione di Carnaiola dove sorge l’omonimo castello, nato come posto di guardia di un importante guado sulla chiana.

Il nome di Fabro forse deriva dal latino faber (fabbro) per l’attività artigianale legata alla lavorazione del ferro, un tempo diffusa in questa zona.

Al centro del borgo si innalza il castello di Fabro, una imponente roccaforte costruita nell’anno mille e successivamente restaurata su progetto di Antonio da San Gallo il Giovane.

La struttura ha un torrione circolare ed oggi conserva grandi tratti di mura e i camminamenti di guardia, tra l’altro accessibili, da cui si può godere di uno splendido panorama su tutta la vallata. Vicino al castello sorge la chiesa di san Martino (XIX secolo) realizzata da Giovanni Caproni e, poco distante, il Palazzo Comunale, andato quasi completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale, il cui progetto è attribuito al perugino Guglielmo Calderini.

Personaggi storici Filippo Pepoli, Antonio da San Gallo il Giovane

Presidente

Garofani Massimo

Indirizzo sede

Via del Campo sportivo, 1 - 05015 Fabro (TR)

Telefono

0763 831474 - 334 6729415

E-mail

avisfabro@avisumbria.it

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Giove

Il nome di Giove deriva da un tempio che si trovava proprio in questo luogo e che era dedicato al dio Giove.

Abitato fin dall’epoca romanana, come testimoniano il Porto sul Tevere di San Valentino e numerosi reperti archeologici, questo piccolo centro è situato su un altopiano sulla riva sinistra del Tevere. il borgo e il castello, citato nei documentid’archivio del 1191 come Castel di Juvo, per la loro posizione strategica furono oggetto di contesa tra Orvieto, Todi, Amelia, Alviano e lo Stato Pontificio.

Nel 1328 il castello appartenne agli Anguillara, nel 1456 ai Farnese e dal XVI secolo ai Canonici Mattei, mentre all’inizio del Novecento il castello di Giove fu venduto ai Riccardi, poi divenne proprietà del generale Di Robilant e nel 1936 passò ai conti Acquarone.

Il Palazzo Ducale (XVII secolo) con la sua imponente mole è uno degli edifici principali del centro storico; terrazze, cortili, stanze e passaggi segreti ne costituiscono l’articolata struttura che si compone di ben cinque piani illuminati da 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno. Fu costruito per volontà del duca Ciriaco Mattei sui resti di un castello della famiglia Colonna e al suo interno ci sono dipinti attribuiti al Domenichino, a Paolo Veronese e all’Alfani.

Nelle vicinanze si trovano il palazzo Mattei, la chiesa di Santa Maria Assunta, dove è custodita una tavola della scuola dell’Alunno, e la chiesa di San Rocco, con un affresco del Cinquecento raffigurante una Crocifissione di scuola folignate

Personaggi storici: Canonici Mattei

Presidente

Cappuccino Luciano

Indirizzo sede

Via Roma, 18/a - 05024 Giove (TR)

Telefono

0744 992013 - 371 4694883

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avisgiove@avisumbria.it

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Montecastrilli

Popolata fin da epoca antica, come provano numerosi cippi funerari rinvenuti in più punti del comprensorio comunale, in età alto-medievale fu ceduta da Ottone I a un certo Arnolfo, suo consigliere.

Sottomessa da Todi e poi affrancata dal dominio tuderte e annessa allo Stato Pontificio da Alessandro VI,fu consegnata di nuovo da Giulio II alla potente città umbra, di cui seguì da allora ininterrottamente le vicende storiche.

Divenuta comune nel 1810, perse l’autonomia con la Restaurazione (1814), per poi riconquistarla in seguito alla riforma amministrativa di Pio VII nel 1818. Il toponimo potrebbe essere un composto di “monte”, che significa non solo ‘vetta elevata’ ma anche ‘modesta altura’, e di CASTRELLUS, derivato di CASTRUM “luogo fortificato”.

Di notevole interesse artistico sono la chiesa parrocchiale, al cui interno si conserva un crocifisso ligneo del XV secolo, e, nel cuore del borgo, il convento delle clarisse, dalle pregevoli finestre bizantineggianti.

Nei dintorni dell’abitato la chiesa di San Lorenzo in Nifili, del secolo XI, riproduce i tratti salienti dello stile romanico umbro.

Presidente

Cardarelli Marco

Indirizzo sede

Piazzale Don Antonio Serafini - 05026 - Montecastrilli (TR)

Telefono

0744 949203

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avismontecastrilli@avisumbria.it

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Narni

L’asperità del paesaggio circostante ha condizionato lo sviluppo della struttura urbana della cittadina di Narni che sorge su uno sperone a dominio della gola del Nera e della conca ternana.

Centro di antica origine (l’umbra Nequinum), fu di fondamentale importanza per la sua posizione in quanto punto di controllo delle vie di comunicazione tra Roma e l’Adriatico, ma anche per questo fu teatro di lotte e nel 1527, durante il cosiddetto saccheggio dei lanzichenecchi, la cittadina subì gravi distruzioni.

Simbolo di Narni è la rocca albornoziana (XIV secolo) che domina l’intera città.

Numerose e preziose sono le testimonianze architettoniche e artistiche custodite nel cuore di Narni: la cattedrale di San Giovenale, la cui costruzione ebbe inizio nel 1047 e si protrasse per circa un secolo, con abside risalente al 1322, conserva uno dei più antichi monumenti sacri umbri, il sepolkcro dei Santi Giovenale e Cassio; la ex chiesa di San Domenico, che risale al XII secolo, con i suggestivi sotterranei le cui pareti sono in parte scavate direttamente nella roccia; la chiesa di Santa maria Impensole costruita nel 1175, con portico a tre archi ribassati; la chiesa di San Francesco, eretta nel XIV secolo, ha un ricco portale gotico sormontato da una edicola affrescata; la chiesa di Sant’Agostino, che conserva un’edicola dipinta da Pier Matteo d’Amelia, Madonna in trono col Bambino e le Sante Cecilia e Apollonia; il palzzo del Podestà o Comunale, con bassorilievi romanici sulla facciata; il Palzzo dei Priori, con una loggia attribuita al Gattapone.

Personaggi storici Erasmo da Narni detto il Gattamelata

Presidente

Sini Lorenzo

Indirizzo sede

Via Vittorio Emanuele, 121 - 05035 Narni (TR)

Telefono

 0744 715573

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avisnarni@avisumbria.it

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Orvieto

E’ proprio la sua posizione su una rupe di tufo che s’innalza nella valle del Paglia a rendere Orvieto una città insolita e affascinante. Le prime testimonianze della sua origine risalgono all’età del Ferro, ma furono gli etruschi ad insediarsi in questo luogo fondando Velzna.

La rupe di orvieto fu poi abbandonata finchè, nel periodo delle invasioni barbariche, fu fondata la Urbs Vetus, da cui deriva l’attuale nome della città.

Divenne poi libero Comune e successivamente fu teatro di numerosi conflitti con lo Stato Pontificio e delle lotte tra i Monaldeschi, di fazione guelfa, e i ghibellini Filippeschi.

Nel corso del XIII secolo il centro visse uno dei periodi di maggiore sviluppo artistico e architettonico.

Nel 1290 fu iniziata la costruzione del duomo, uno splendido esempio di gotico italiano realizzato su progetto di Lorenzo Maitani; al suo interno sono conservate opere di grande rilievo come affreschi del Beato Angelico e il Giudizo Universale di Luca Signorelli.

Tante le ricchezze del patrimonio storico-artistico di Orvieto, come il pozzo di San Patrizio, costruito nel 1527 per volere di papa Clemente VII ed opera di Antonio da Sangallo il Giovane, la rocca dell’Albornoz del 1364, il tempio etrusco del Belvedere, la medievale torre del Moro, la chiesa di San Giovenale (XI secolo), la chiesa di San Francesco iniziata nel 1240, la chiesa di Sant’Andrea, fondata nel VI secolo e rifatta nel Cinquecento, con la splendida torre dodecagonale, il Palazzo Vescovile, il Palazzo Soliano, che ospita il Museo Emilio Greco, il Palazzo del Popolo e il Palazzo Faina, sede del Museo archeologico “Claudio Faina”.

Personaggi storici Angelo da Orvieto, Lorenzo Maitani, Luca Signorelli

Presidente

Breccia Fabiana

Indirizzo sede

Via Roma, 3 - Ex Caserma Piave - 05018 Orvieto (TR)

Telefono

335 7908302 

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avisorvieto@avisumbria.it

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Otricoli

All’estremo sud dell’Umbria, Otricoli sorge su una collina dominante la valle del Tevere nel II secolo a.C. l’abitato dal colle si trasferì a valle, sfruttando anche il fiume Tevere per il commercio, ma a seguito delle violente inondazioni e delle invasioni barbariche, nell’Alto Medioevo la popolazione ritornò ad abitare sul colle.

Attraverso porta Maggiore o passando per porta San Severino, si accede al centro storico, dove si trovano il Palazzo Comunale, ristrutturato nella prima metà del Seicento, il palazzo Birelli, con una facciata ottocentesca e due torri semicircolari, l’oratorio di San Giuseppe da Leonessa, che al suo interno conserva alcuni quadri del Settecento, la collegiata o cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nel VII secolo e rimaneggiata nel corso dei secoli.

Nelle vicinanze dell’odierno centro di Otricoli si trovano notevoli resti archeologici di edifici pubblici della città romana di Ocriculum, area già nota nel rinascimento ma che fu portata alla luce grazie agli scavi pontifici della fine del Settecento, dove sono state rinvenute iscrizioni e opere d’arte, tra cui il celebre Giove e i mosaici delle terme.

Una sosta meritano anche la chiesa di San Vittore e il castello delle Formiche.

Personaggi storici San Fulgenzio da Otricoli

Presidente

Mascia Lorenzo

Indirizzo sede

Via Vittorio Emanuele II, 6 - 05030 Otricoli (TR)

Telefono

388 6582495

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avisotricoli@avisumbria.it

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Stroncone

I primi insediamenti abitativi risalgono all’epoca romana e dopo un periodo di sottomissione all’abazia di Farfa, passò sotto il dominio dello Stato Pontificio, ma nel corso della storia, per la sua posizione strategica, entrò spesso in conflitto con la vicina Narni.

All’ingresso del centro storico, che conserva le caratteristiche del borgo feudale, con le vie strette e tortuose e i portali in pietra, si trova una fontana del Seicento, con tre vasche e sormontata da un grande timpano centrale, e proseguendo si incontra l’oratorio di San Giovanni Decollato, con affreschi raffiguranti la vita del Battista e una pala d’altare; la chiesa di San Nicolò, con un ampio sagrato e un pregevole portale romanico e che al suo interno custodisce affreschi del XVII e XVIII secolo e un polittico del 1520, Incoronazione della Vergine, di Rinaldo da Calvi; il palazzo Vici, XIV secolo, esempio di antica residenza gentilizia; il Palazzo dei Priori, e la chiesa di San Michele Arcangelo, che conserva importanti opere d’arte comune una Pala d’altare del 1628 di Bartolomeo Barbiani, un Crocifisso ligneo del XIV secolo e alcuni stucchi dei fratelli Grimani.

Nelle vicinanze di Stroncone merita una visita il convento di San Francesco fondato, secondo la tradizione, dal santo nel 1213, nella cui chiesa è conservato un affresco (1509) di Tiberio d’Assisi, allievo del Pinturicchio.

Personaggi storici Beato Antonio Vici, Rinaldo da Calvi, Tiberio d’Assisi

Presidente

Cardarelli Raffaele

Indirizzo sede

Vico del Macello, 16 - 05039 Stroncone (TR)

Telefono

0744 608272 - 339 8501341

E-mail

avisstroncone@avisumbria.it

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